Sulla quarta corda

Rivista di scrittura in verticale

Finché morte

 

di Sara Mazzini

Avrei dovuto vestirmi di bianco

nel giorno del mio matrimonio,

pensarlo

di tutti i miei giorni il più bello 

– e quasi scordando

che c’eri anche tu –

avrei dovuto posare la mano

sopra la tua mano,

tagliando una torta

di tredici strati

e quaranta ladroni,

invitare un amico d’infanzia,

una papera e un cane;

avrei dovuto ballare

fino a notte inoltrata

e baciarti davanti a una sala affollata,

e prometterti quello

che non ho mai creduto

di desiderare –

forse in quel caso

ci avrei pensato due volte

prima di gettare il tuo amore

che per me non valeva più niente.